Geschrieben am 4. Juni 2014 um 18:04
marionette
Autore: Christian Seidel / Translazione: Jutta Kagerer
 
 

Un uomo non ci riesce, non ci riuscirà mai. Nemmeno se mi sforzo al massimo psicologicamente e fisicamente per entrare nel ruolo femminile non sarò mai in grado di donare la vita. Ogni discussione su questo tema è inutile, per quanto gli uomini vorrebbero provare il contrario.

 

Le altre differenze, con le quali viviamo, abbiamo fatto noi stessi.

 

 Donne e uomini saranno diversi sotto certi aspetti, ma questo non autorizza nessuno, di metterci su gradini più alti o bassi. Purtroppo gli uomini continuano a farlo nonostante la parità dei diritti, le leggi e tutto quelle arie di libertà che si danno. Loro vogliono organizzare il mondo da soli, senza le donne. Questo però non è più possibile. I risultati del loro lavoro sono pessimi. Dopo secoli del dominio maschile non sono nemmeno in grado di fermare la catastrofe climatica durante le loro conferenze inutili. Le guerre sono in netto aumento. Hanno creato un mondo d’ingiustizia e discriminazione grazie alla loro mania di corruzione, profitto e potere. Ok, le donne sono probabilmente capaci a fare la stessa cosa. Forse sono cattive. Forse dimenticano la loro empatia, quando hanno il potere. Che cosa farebbero, se avessero il timone in mano? Vorrei fare un esperimento. Ci serve un cambiamento, una rivoluzione dei sessi, dobbiamo rompere quel sistema rigido dei ruoli. Le donne hanno compiuto un passo grande con la emancipazione (anche se questa non è affatto completata) e ora tocca a noi uomini. Altrimenti restiamo immancabilmente indietro.

 

Lo scienziato Simon Baren-Cohen all’università di Cambridge ha scoperto che l’autismo è una forma estrema del lato maschile, cioè la capacità ridotta di provare empatia. L’etnologa Linda R.Owen ha scoperto che durante l’età della pietra cacciarono sia donne che uomini. I risultati delle sue ricerche annientano la favola del cacciatore e raccoglitore. Questo marchio del uomo geneticamente ancora preistorico è semplicemente superato. Io stesso ho dovuto costatare che il mio livello di testosterone è calato drasticamente dopo alcuni mesi nel mio ruolo di donna, solo grazie alla vita femminile durante il mio esperimento, solo grazie al mio comportamento sono cambiati i valori fisici e psichici.

 

Quali conseguenze ha quel potere immenso della separazione dei sessi per l’umanità? È colpa del ruolo al quale siamo costretti da generazioni da parte della religione e della società, perché gli uomini sono comandati dal testosterone e negati per l’empatia? Qui dobbiamo iniziare la ricerca.

 

Non credo alla differenza dei sessi, ma all’uguaglianza. Mi sembra più evidente, più esigente. La sfida, di incontrarci alla stessa altezza, con tutti i sensi, sentimenti e possibilità, non solo quelli femminili o maschili, ma considerandoci persone complete, mi sembra un atteggiamento assai più naturale e dignitoso. Ci vuole però il coraggio degli uomini per aprirsi, a rompere quei ruoli rigidi. Un identificazione per la donna moderna e per l’uomo moderno non può permettere che si torna ai ruoli antiquati.

 

La mia esperienza di quasi due anni, in cui ho vissuto come una donna, ha distrutto la mia immagine del mondo. Gli attacchi più accaniti sono venuti dagli uomini, quasi mai da donne, non da persone emarginate, ma da persone dal centro della società. Quelli, che si danno tante arie di essere tolleranti, aperte (quasi solo uomini si danno quelle arie, sventolandole come una bandiera) gli studiosi, quelli che sanno tutto, che discutono di economia e cultura – all’improvviso erano i miei nemici. Evidentemente non trovavano nessuna cornice nella quale potessi stare.

 

Ora sto per costruirmi una nuova visione del mondo. Il punto più importante è l’uguaglianza tra uomo e donna. Capisco che ciò fa paura e sono molto cauto, perché ogni considerazione mi fa inciampare in schemi stereotipi. Quando mia moglie mi vide per la prima volta vestita da donna si spaventò molto. “Ma io avevo sposato un uomo!” esclamò irritata. Poi parlammo della sua paura. La polarità tra di noi sarebbe svanita? Avremmo messo a rischio la nostra vita sessuale? Come sarebbe il nostro rapporto in futuro? Anche le nostre amiche erano preoccupate: “Sarai capace a mantenere il tuo rapporto senza quel contrasto tra maschio e femmina?” – Per farla corta: tutto andò invece per il verso giusto, dal bene nel meglio.

 

La paura maggiore tra uomo e donna è la domanda: cosa rimane, se i limiti scompariscono, se gli uomini non possono più vivere il loro ruolo? Avremo una società androgina, avremo rapporti dello stesso sesso? Che cosa succederà agli uomini? Gli scienziati stanno studiando la possibilità, che la riduzione drastica della qualità dello sperma in tutto il modo non sia tanto una questione dei veleni nell’ambiente, quanto una questione di crisi d’identità del uomo. Io non credo in questa teoria. Le donne d’oggi portano pantaloni e capelli corti senza perdere nulla della loro femminilità. Perché non dovrebbe essere possibile anche per noi uomini? Solo che: anche noi abbiamo bisogno di un’ identità.

 

La differenza tra uomo e donna non si definisce solo nella capacità di donare la vita. La crisi d’identità del uomo va molto oltre quel fatto. A che cosa serve la loro vita oggi? Il loro compito di mantenere e nutrire moglie e famiglia non esiste più. Salvare il mondo da soli? Che ridere.. Le donne d’oggi sanno fare tutto senza uomini. Nemmeno per restare incinta serve l’uomo, basta recarsi alla banca dello sperma. Gli uomini sono diventati sostituibili, perché nel mondo dominato da loro hanno tentato di definire con valori finti ciò che sembra una vita buona. Quel castello di carte è crollato. Se non vogliono abolire se stessi devono fare un passo verso le donne e aprirsi per ciò che è femminile.

 

Nella differenza più importante tra uomo e donna si trova la chance per cambiare idea, per risanare i ruoli, per dare il giusto valore alla donna, non solo nella società, ma nel mondo, nella vita, nel universo. Per questo dobbiamo cambiare radicalmente alcuni pensieri nelle nostre teste. Le donne donano la vita, partoriscono – e nella gara del “tu cosa fai nella vita” questo ruolo ha il posto numero 1. Poi bisogna lottare contro certe filosofie che continuano a buttare cemento sui ruoli di uomini e donne nella società. L’essere umano non fu fatto da una costola di Adamo, se mai di Eva. E chi dice che Dio è un uomo?  Si, persino gli uomini nascono da donne! Solo se gli uomini accettano il loro lato femminile e se lo fanno loro parte, hanno una possibilità di ritrovare la loro identità. La femminilità diventa la chiave per questo scopo. Non si può vivere con le donne usando solo la ragione, ci vuole anche il cuore. Uomini, capitelo finalmente!

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“The Biographer” – feature film

“The Biographer” – feature film
Feature Film, in dessen Zentrum der Widerspruch zwische Image und Wirklichkeit im Leben von Prinzessin Diana steht. Regie Phillip Saville, mit Faye Dunaway, Paul Mc Gann, Hugh Bonneville. Produzent Christian Seidel - (Feature film about the contradiction between image and reality in the life of Princess Diana. Directed by Philip Saville, starring Paul Mc Gann, Hugh Bonneville and Faye Dunaway. Produced by Christian Seidel)